05/09/2022
CARO ENERGIA, LE PMI E LE IMPRESE ARTIGIANE SONO LE PIÙ PENALIZZATE
CARO ENERGIA, LE PMI E LE IMPRESE ARTIGIANE SONO LE PIÙ PENALIZZATE
Non c’è più tempo, servono risposte immediate da parte del Governo per quanto riguarda i costi di gas ed energia elettrica che stanno distruggendo le imprese artigiane che sono tra le più esposte al problema. Purtroppo la ‘non politica sulle energie’ degli ultimi decenni lascia trasparire in modo inequivocabile la debolezza dei sistemi di produzione, l’incapacità della gestione delle iniziative sulle energie alternative e l’inadeguatezza dei Governi che si sono succeduti nel comprendere che un Paese come il nostro non poteva essere in grado di competere con paesi come la Cina, o l’India nell’ambito dei mercati dell’energia e del gas. Ci eravamo abituati ad acquistare gas ed energia all’estero e anche da paesi ‘amici’ che oggi speculano spingendoci nel baratro dell’inflazione, con costi delle materie prime e dell’energia alle stelle. Tre fattori che renderanno tutti gli Italiani più poveri. Ma anche l’Unione Europea ha delle responsabilità ben precise visto che continua a tergiversare sul problema rimandando di mese in mese i tavoli di discussione mentre per le nostre imprese il tempo ormai è già scaduto ed è da oltre un anno che il problema dei costi viene sollevato.
 
“Tutto ciò, sia ben chiaro, porta all’azzeramento degli utili, alla cassa integrazione e al fallimento del ‘sistema Paese’ impegnato in una campagna elettorale puntata su promesse a cui la popolazione dopo quanto accaduto durante la pandemia, non crede più. È necessario agire adesso – sostiene Andrea Prando Segretario regionale di Casartigiani Veneto - senza creare false illusioni alla popolazione e alle imprese, perché molte di loro saranno costrette a chiudere per l’impossibilità di sostenere i costi di gestione che vanno ben oltre quanto possono effettivamente produrre in queste condizioni”.
 
Infatti, non sono solo le grandi industrie energivore ad essere preoccupate per il caro energia. C'è anche e soprattutto il mondo delle piccole e medie imprese artigiane, vera spina dorsale del sistema economico italiano a tremare per un futuro incerto, difficile, e soprattutto in cui la sopravvivenza delle aziende dovrà fare duri conti con i rincari.
Lo sanno bene parrucchieri, estetiste, ceramisti, orafi, meccatronici, carrozzieri, mobilieri e tutta la categoria che trova una voce ed un grido d'allarme nei rappresentanti di Casartigiani.
 
“La corsa senza fine dei costi energetici sta avendo un impatto devastante sul settore manifatturiero e per le aziende che si occupano di servizi alla persona - ha affermato il Segretario regionale Andrea Prando -, con moltissime piccole imprese che non possono trasferire sui clienti i maggiori oneri. Un aumento senza controllo dei costi energetici per queste attività è la seria minaccia di chiusura delle saracinesche soprattutto per chi ancora oggi patisce e non ha ancora smaltito gli effetti della crisi pandemica”.
 
La congiuntura si è deteriorata. “Sono necessari interventi robusti e strutturali per scongiurare un lockdown delle botteghe artigiane, che è già iniziato. Nell’arco di qualche
mese più di 40.000 aziende nel Veneto sono già in procinto di chiudere per non riaprire. Ancora una volta, come durante la pandemia, la situazione delle imprese è particolarmente allarmante e carente di azioni certe in un momento di emergenza nazionale che non può essere né sottovalutato né rinviato. Attendiamo dalla politica fatti e risposte”.

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