23/12/2020
ACCONCIATORI ED ESTETICA
ACCONCIATORI ED ESTETICA
Ancora una volta le norme poco chiare mettono in difficoltà la categoria già sotto pressione. Il nuovo decreto, di fatto, rimanda alle regole già contenute nel Dpcm 3 dicembre. Questo significa che i saloni di acconciatura possono rimanere aperti.
 
 
Tra i negozi che non devono chiudere durante il lockdown ci sono infatti le attività di prima necessità e che garantiscono servizi essenziali, quali supermercati, edicole, tabaccherie, farmacie e parafarmacie ma anche barbieri e parrucchieri.
 
 
Dal 24 dicembre al 6 gennaio, quindi, i parrucchieri potranno continuare a ricevere i propri clienti senza interruzioni del servizio, sia durante la zona arancione sia durante la zona rossa.
 
 
Ma la domanda alla quale nessuno ha dato una risposta certa e pubblica è stata quella "se i clienti provenienti da fuori comune, possano usufruire di detti servizi in giorni di zona rossa".
 
 
Particolare questo non indifferente, visto che normalmente un servizio come questo nella normalità dei casi viene svolto con una clientela che si sposta nell’arco di 20 km e comunque quasi sempre fuori dal comune di residenza e come previsto da disposizioni precedenti.
 
 
Del resto che senso avrebbe aprire negozio se i clienti non possono arrivare – ha commentato gran parte della categoria trovatasi ad "intrerpretare le norme".
 
 
Ad esempio nei “giorni rossi” i saloni di parrucchiere e barbiere possono rimanere aperti ma non è chiarito da nessuna parte se il cliente possa uscire di casa per recarsi dal parrucchiere fuori dal comune di residenza.
 
Casartigiani da tempo ha chiesto chiarimenti, ma questi non sono mai pervenuti.
 
Inoltre il fatto che il rapporto tra cliente e salone è “fiduciario”, e tra l’altro fondata sulla base di pronunciamenti già espressi dalle Prefetture di altre Regioni, va lasciata secondo Casartigiani Verona la possibilità al cliente di raggiungere il proprio acconciatore di fiducia anche se è oltre certi limiti territoriali.
 
Discorso diverso per l’estetica – anche se non la condividiamo, precisano gli esponenti di Casartigiani Verona – che deve rimanere chiusa nei giorni prefestivi – nonostante tutti gli investimenti fatti per prevenire ogni forma di contagio.
 
Quindi ad oggi nessuno è stato in grado di dare certezze alle imprese quanto ai clienti, per questo, come accade spesso in Italia ultimamente ci si deve appellare al buon senso, ovvero che siano consentiti ai clienti gli spostamenti verso saloni e centri di bellezza trattandosi di attività non sospese considerando che i limiti territoriali sono relativi, il tutto ovviamente nel rispetto della compilazione delle autocertificazioni con indicazioni precise del luogo e dell’orario dell’appuntamento per evitare qualche furbetto, e sempre registrando i dati dei clienti per eventuali controlli incrociati delle Forze preposte ai controlli.
 
Sperando che il buonsenso prevalga in tutte le situazioni.