24/04/2020
DOCUMENTI TECNICI PRONTI: IL CALENDARIO DELLE RIAPERTURE
DOCUMENTI TECNICI PRONTI: IL CALENDARIO DELLE RIAPERTURE

La prosecuzione delle attività produttive può avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione”. È questa la premessa del “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, sottoscritto sabato 14 marzo da sindacati e associazioni di categoria – su invito del presidente del Consiglio e dei Ministri dell’Economia, del Lavoro, dello Sviluppo economico e della Salute – con l’obiettivo di evitare il blocco dell’operatività delle imprese in questa fase emergenziale, garantendo allo stesso tempo la tutela della salute dei lavoratori.

Le domande alla Prefettura di prosecuzione dell’attività per le imprese non autorizzate da lunedì prossimo 27 aprile vanno presentate on line sul portale https://servizionline.vr.camcom.it/ .

Il portale – spiega il Presidente della Camera di Commercio di Verona, Giuseppe Riello - è stato messo a disposizione dalla Camera di Commercio di Verona, in accordo e in collaborazione con la Prefettura di Verona, e sarà l’unico canale di comunicazione per gli adempimenti correlati alla prosecuzione delle attività produttive. L’intenzione è di velocizzare la comunicazione da parte delle imprese che l’evasione delle pratiche da parte della Prefettura e della Camera di Commercio, in modo da consentire in tempi brevi la verifiche che gli enti devono effettuare”.

La Prefettura, quindi, non riceverà più le domande per mail: le imprese avranno accesso al portale, registrandosi o utilizzando Spid o Cns e poi potranno compilare on line la propria comunicazione.

I moduli a disposizione sono quattro

●            MODELLO 1, comunicazione prevista all’art. 2, comma 3 del DPCM 10 aprile

Comunicazione da parte di attività produttive di prosecuzione attività perché funzionale ad imprese o amministrazioni la cui attività è consentita [questa comunicazione era già prevista all’art. 1, lettera d) del DPCM 22 marzo 2020];

●            MODELLO 2, comunicazione prevista all’art. 2, comma 6 del DPCM 10 aprile

Comunicazione per prosecuzione attività degli impianti a ciclo produttivo continuo [questa comunicazione era già prevista all’art. 1, lettera g) del DPCM 22 marzo 2020];

●            MODELLO 3, comunicazione prevista all’art. 2, comma 7 del DPCM 10 aprile

Comunicazione di prosecuzione attività industria dell’aerospazio, della difesa, attività strategiche per l’economia nazionale [questa fattispecie era subordinata ad autorizzazione dall’art. 1 comma 1, lett. h) del DPCM 22 marzo 2020];

●            MODELLO 4, comunicazione prevista art. 2, comma 12 del DPCM 10 aprile

Il comma 12 prevede che “Per le attività produttive sospese è ammesso, previa comunicazione al Prefetto, l’accesso ai locali aziendali di personale dipendente o terzi delegati per”:

○            svolgimento di attività di vigilanza;

○            svolgimento di attività conservative e di manutenzione;

○            svolgimento di attività inerente la gestione dei pagamenti;

○            svolgimento di attività di pulizia e sanificazione;

○            spedizione verso terzi di merci giacenti in magazzino;

○            ricezione in magazzino di beni e forniture.


La comunicazione da inviare attraverso il portale potrà essere firmata in forma autografa oppure firmata digitalmente con modalità cades o pades.

Una volta inviata la comunicazione al portale, si riceverà una e-mail di conferma dell’avvenuto invio all’indirizzo e-mail indicato in fase di registrazione (per chi si è registrato con userid e password) o all’indirizzo e-mail indicato in fase di ottenimento delle credenziali SPID o CNS per chi ha svolto la fase di autenticazione attraverso SPID o CNS. Inoltre nell’area “stato della richiesta inviata” del portale, l’impresa vedrà lo stato della domanda.

La Camera di Commercio di Verona mette a disposizione il seguente indirizzo e-mail per le eventuali problematiche di accesso alla procedura: registroimprese@vr.camcom.it, mentre per tutte le altre informazioni è possibile scrivere a: prefetto.pref_verona@interno.it specificando nell’oggetto della e-mail “Richiesta chiarimenti attività produttive”.

Sono fatte salve e non dovranno quindi essere ripresentate, le comunicazioni inviate alla Prefettura fino al 26 aprile 2020.

 

Da sapere per riaprire:

 

I negozi di 40 mq

La misura di riferimento del governo è di 40 metri quadri. Serve a stabilire quanti dipendenti possono essere presenti e a regolare l’ingresso dei clienti. Chi ha locali di questa metratura potrà consentire «l’accesso di una persona alla volta, oltre a un massimo di due operatori». Se il negozio è più piccolo si dovrà garantire il rapporto di un lavoratore e un cliente mantenendo la distanza di almeno un metro. Per quelli «oltre 40 metri quadri l’accesso è regolamentato in funzione degli spazi disponibili, differenziando, ove possibile, i percorsi di entrata e di uscita».

 

Le mascherine

Il personale dovrà indossare la mascherina e i guanti. Nei negozi di alimentari i clienti potranno toccare il cibo soltanto se indosseranno i guanti. per chi sta fuori in fila in attesa di rientrare sarebbe preferibile indossare la mascherina e se non è possibile bisogna comunque mantenere la distanza di un metro.

 

I dispenser

Sarebbe preferibile prevedere un dispenser per l’erogazione del disinfettante all’ingresso. In ogni caso sarà obbligatorio averlo vicino a casse, tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento. Se si tratta di negozi di ampia metratura gli erogatori devono essere sistemati in angoli diversi, in modo che clienti e personale possano utilizzarli all’occorrenza.

 

La pulizia

Le regole già validate dagli scienziati prevedono la sanificazione dei locali prima della ripartenza che dovrà comprendere anche i filtri dell’aria condizionata. Quando l’attività tornerà a regime, la pulizia dovrà essere fatta due volte al giorno: all’apertura e alla pausa. Si userà ipoclorito di sodio ed etanolo per camerini, maniglie, cassa, bagni, vetrine.

 

I vestiti

La raccomandazione è quella disanificare vestiti e scarpe che saranno provatidai clienti e non acquistati. Ma i vertici della categoria sono contrari e non vogliono proprio sentirne parlare, sia per i costi dei macchinari che per il rischio di rovinare i capi. Il settore ha proposto al governo di seguire le regole del ministero della Salute e già adottate dainegozi di abbigliamento e scarpe per bambinie neonati che hanno riaperto con l’ultimo Dpcm del premier Conte: disinfezione due volte al giorno.

 

I parrucchieri

Si potrà andare solo su appuntamento perché nei saloni di bellezza il rapporto tra personale e cliente dovrà essere di uno a uno. Si tratta di un settore ritenuto ad alto rischio, tanto che la riapertura al momento è fissata tra l’11 e il 18 maggio con l’incognita legata all’andamento dell’epidemia. È possibile che la pulizia possa essere obbligatoria anche più di due volte al giorno. I dispenser dovranno essere all’ingresso e vicino alle casse. Gli strumenti di lavoro dovranno essere disinfettati. Obbligatorio per tutti indossare mascherine e guanti.

 

Mascherina obbligatoria per chi lavora a meno di un metro di distanza. Nei casi in cui la mansione svolta imponga di lavorare a meno di un metro di distanza e non siano possibili altre soluzioni organizzative, è necessario l’uso delle mascherine e di altri dispositivi di protezione, come guanti, occhiali, tute, cuffie e camici, conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie. L’accesso agli spazi comuni, comprese le mense aziendali, le aree fumatori e gli spogliatoi è contingentato, con la previsione di una ventilazione continua dei locali, di un tempo ridotto di sosta al loro interno e del mantenimento della distanza di sicurezza di un metro tra le persone che li occupano.
 

I centri estetici

Anche in questo caso l’indice di rischio è altissimo, dunque si dovrà seguire lo stesso modello utilizzato nei laboratori medici. Valgono gli stessi obblighi dei parrucchieri con la prescrizione di sterilizzare tutti i ferri e gli altri strumenti di lavoro.

 

Un piano di azione condiviso articolato in 13 punti. A questo scopo, il documento contiene linee guida per agevolare le imprese nell’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio e fornisce indicazioni operative finalizzate a incrementare, negli ambienti di lavoro non sanitari, l’efficacia delle misure di precauzione adottate per contrastare l’epidemia da Coronavirus. Tredici gli ambiti di intervento previsti, dalle modalità di ingresso in azienda all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, dalla gestione degli spazi comuni alla sorveglianza sanitaria.
 
 
I dipendenti potranno essere sottoposti al controllo della temperatura. Le imprese, in particolare, informano i propri dipendenti circa le disposizioni delle autorità, consegnando e/o affiggendo all’ingresso e nei luoghi maggiormente visibili dei locali aziendali, appositi depliant informativi, a partire dall’obbligo di rimanere a casa in presenza di febbre oltre i 37,5° o altri sintomi influenzali e di chiamare il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria. Il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro, potrà anche essere sottoposto al controllo della temperatura corporea. L’ingresso in azienda è precluso anche a chi, negli ultimi 14 giorni, abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al Coronavirus o provenga da zone a rischio epidemiologico.
 
 
Modalità di accesso dei fornitori esterni e sanificazione dei locali. Per l’accesso, il transito e l’uscita di fornitori esterni è opportuno individuare modalità, percorsi e tempistiche predefinite, per ridurre le occasioni di contatto con il personale dei reparti coinvolti. Se possibile, gli autisti dei mezzi di trasporto devono rimanere a bordo dei propri mezzi e non è consentito l’accesso agli uffici per nessun motivo. L’impresa assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago. È obbligatorio, inoltre, che le persone presenti in azienda adottino tutte le precauzioni igieniche, in particolare per le mani.
 
 
Smart working, turnazione e rimodulazione dei livelli produttivi. Il documento ribadisce anche l’opportunità di utilizzare lo smart working per tutte le attività che possono essere svolte presso il domicilio o a distanza e, nel caso in cui vengano utilizzati ammortizzatori sociali, di valutare sempre la possibilità di assicurare che riguardino tutto il personale, anche con opportune rotazioni. Sarà inoltre possibile procedere a una rimoludazione dei livelli produttivi e assicurare un piano di turnazione dei dipendenti dedicati alla produzione, con l’obiettivo di diminuire al massimo i contatti e di creare gruppi autonomi, distinti e riconoscibili. Sono sospesi e annullati tutti i viaggi di lavoro nazionali e internazionali, anche se già concordati o organizzati.
 
 
Stop alle riunioni in presenza e alla formazione in aula. Per quanto riguarda la gestione dell’entrata e dell’uscita dei dipendenti, si favoriscono orari scaglionati, in modo da evitare il più possibile contatti nelle zone comuni (ingressi, spogliatoi, sala mensa). Gli spostamenti interni devono essere limitati al minimo indispensabile e nel rispetto delle indicazioni aziendali. Non sono invece consentite le riunioni in presenza, salvo quelle necessarie e urgenti per le quali sia impossibile il collegamento a distanza. Sono inoltre sospesi e annullati tutti gli eventi interni e ogni attività di formazione in modalità in aula.
 
 
Gestione dei casi sospetti di infezione. Nel caso in cui una persona presente in azienda sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria come la tosse, si dovrà procedere al suo isolamento e a quello delle altre persone presenti nei locali, informando immediatamente le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza forniti dalla Regione o dal Ministero della Salute. Per consentire di applicare le misure di quarantena necessarie, l’impresa collabora con le autorità sanitarie per la definizione degli eventuali “contatti stretti” di una persona presente in azienda che sia stata riscontrata positiva al tampone Covid-19.