15/10/2026
Centri revisione a Verona: sette chiarimenti operativi dal Ministero
Centri revisione a Verona: sette chiarimenti operativi dal Ministero

La nota prot. 31250 del 14 ottobre 2026 della Direzione generale per la motorizzazione fornisce indicazioni importanti per i centri di revisione di Verona e del Veneto. Il documento risponde alle richieste avanzate dalle associazioni di categoria per rendere più semplici e funzionali alcune procedure di controllo.

Il Ministero conferma, come principio generale, che contenuti, metodi e valutazione delle carenze devono rispettare l’allegato I del DM 19 maggio 2017, n. 214.

Le indicazioni riguardano sette ambiti: fonometro, prova dei freni, collegamento OBD, impiego degli ispettori su più sedi, esperienza richiesta per l’abilitazione, revisione dei veicoli d’epoca e controllo delle emissioni dei veicoli ibridi.

Che cosa devono verificare subito i centri revisione?

I titolari e gli ispettori possono utilizzare la nota ministeriale come riferimento per controllare l’organizzazione della linea, l’idoneità delle attrezzature e la corretta applicazione delle procedure.

Le verifiche prioritarie riguardano:

  • disponibilità di un fonometro di classe 1;
  • corretta registrazione della prova dell’avvisatore acustico;
  • gestione del freno di stazionamento elettrico;
  • rispetto del tempo previsto per il collegamento OBD;
  • presenza di un ispettore e di un sostituto per ciascuna sede;
  • disponibilità delle procedure previste dai costruttori per i veicoli ibridi.

1. Quale fonometro deve essere utilizzato?

Per misurare il livello sonoro dell’avvisatore acustico deve essere impiegato un fonometro di classe 1. Il Ministero non ha accolto la possibilità di utilizzare uno strumento di classe 2 o di sostituire la misurazione con una valutazione esclusivamente soggettiva.

Il risultato deve essere registrato e riportato sul referto attraverso MCTCNet2, secondo le modalità previste dalla circolare n. 88/1995.

Ogni centro dovrebbe quindi verificare:

  • classe e identificazione dello strumento;
  • stato di manutenzione e taratura;
  • corretta acquisizione del risultato da parte del software;
  • presenza del dato sul referto della revisione.

2. Quando si può omettere il misuratore di sforzo alla leva?

Il misuratore di sforzo alla leva può essere omesso quando il freno di soccorso è inglobato nel circuito del freno di servizio.

La nota affronta anche il controllo dei freni di stazionamento elettrici, o EPB. La prova tradizionale sul banco a rulli può provocare il bloccaggio improvviso delle ruote, con il rischio di danneggiare le pinze o lo stesso banco.

Quando disponibile, l’ispettore può utilizzare il “modo officina” o la specifica sequenza indicata dal costruttore. Diventa quindi utile creare un archivio interno delle procedure relative ai modelli più frequentemente sottoposti a revisione.

3. Che cosa accade se l’OBD non comunica entro 120 secondi?

La finestra temporale prevista da MCTCNet2 non viene eliminata. Il sistema deve avere il tempo necessario per tentare il collegamento tra scantool e centralina attraverso i diversi protocolli disponibili.

Se la comunicazione non avviene entro 120 secondi, l’ispettore può:

  • ripetere il tentativo di collegamento;
  • chiudere la prova come “incompleta”;
  • indicare nel referto la ragione del mancato collegamento, come presa non accessibile, guasto o assenza di comunicazione.

Un controllo preliminare della presa OBD e dello scantool può ridurre interruzioni e ripetizioni durante la revisione, ma non consente di saltare il tempo previsto dalla procedura.

4. Un ispettore può lavorare in più sedi dello stesso centro?

Al momento non è consentito utilizzare lo stesso ispettore su più unità locali, anche quando le sedi appartengono alla stessa società, allo stesso consorzio o sono identificate dalla medesima partita IVA.

La possibilità è oggetto di valutazione, ma richiede una modifica normativa. Fino a un nuovo provvedimento, ogni centro con più sedi deve continuare a organizzare la presenza degli ispettori e dei sostituti nel rispetto dell’attuale assetto.

5. Come cambia l’esperienza richiesta agli aspiranti ispettori?

La nota ministeriale annuncia che dal 1° gennaio 2027 l’esperienza lavorativa richiesta dovrebbe essere ridotta da tre anni a un anno, in attuazione di un Accordo raggiunto in Conferenza Stato-Regioni.

Questo punto richiede particolare cautela. La scheda della Regione del Veneto continua a indicare:

  • tre anni di esperienza per i diplomati;
  • sei mesi di esperienza per i laureati.

Il testo, la data e il numero del nuovo Accordo non risultano ancora disponibili nelle fonti istituzionali consultate. Non è inoltre chiarito se la riduzione riguarderà tutti i titoli di studio o se l’esperienza potrà essere completata dopo l’esame.

Fino al 31 dicembre 2026 restano quindi validi i requisiti attualmente pubblicati. Prima di programmare corsi o presentare candidature sulla base del nuovo limite sarà opportuno attendere la pubblicazione dell’Accordo e le conseguenti istruzioni regionali.

6. Cambiano le revisioni di motocicli e ciclomotori d’epoca?

La nota non introduce nuove procedure per gli impianti di illuminazione a 6 V senza batteria, il controllo dei gas di scarico o il tempo di stabilizzazione delle emissioni.

Per i veicoli di interesse storico e collezionistico restano applicabili il DM 17 dicembre 2009 e la circolare prot. 79269 del 4 ottobre 2010. I centri devono quindi proseguire con le procedure già previste.

7. Come deve essere controllato un veicolo ibrido?

La prova dei gas di scarico deve continuare a essere eseguita al minimo previsto, pari a 1.000 giri al minuto. La richiesta di effettuare il controllo a 1.200 giri non è stata accolta.

Secondo la nota, a un regime superiore il flusso dei gas e i valori di CO e Lambda possono risultare alterati. Il riferimento europeo richiamato è il Regolamento CE n. 715/2007.

Quando il motore termico si spegne o mantiene un regime più elevato per ricaricare la batteria, l’ispettore deve applicare la procedura Maintenance/Inspection Mode prevista dal costruttore. In alternativa, può essere necessario attendere il corretto stato di carica della batteria ad alta tensione o disattivare servizi come climatizzazione e fari.

Una checklist operativa per i centri di Verona

Dopo la pubblicazione della nota, ogni centro può effettuare un controllo interno su cinque elementi:

  1. fonometro di classe 1 disponibile e correttamente gestito;
  2. procedure EPB archiviate per i modelli più frequenti;
  3. presa OBD e scantool controllati prima delle prove;
  4. organizzazione degli ispettori verificata per ciascuna sede;
  5. procedure dei costruttori disponibili per i principali veicoli ibridi.

L’applicazione uniforme delle indicazioni tutela l’ispettore, migliora la qualità del servizio e valorizza le competenze tecniche dei centri di revisione del territorio veronese.

 

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