29/09/2026
Caro carburanti in Italia: cosa sta succedendo?
Caro carburanti in Italia: cosa sta succedendo?

Il costo dei carburanti è tornato al centro dell’attenzione per la rapida crescita del prezzo del gasolio, la progressiva riduzione dello sconto sulle accise e l’introduzione di tetti commerciali da parte di Eni e IP.

Per artigiani, microimprese e PMI di Verona e del Veneto, l’impatto riguarda soprattutto furgoni, veicoli da lavoro, consegne, assistenza presso i clienti e trasporto delle merci. Il quadro, aggiornato al 29 settembre 2026, comprende misure diverse per durata, destinatari ed effetti alla pompa.

Quanto costano oggi benzina e gasolio in Veneto?

Gli ultimi dati disponibili dell’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, riferiti al 28 settembre, indicano per il Veneto:

  • gasolio self: 2,356 euro al litro;
  • benzina self: 2,144 euro al litro;
  • GPL servito: 0,747 euro al litro;
  • metano servito: 1,886 euro al chilogrammo.

A livello nazionale, nella stessa giornata, il prezzo medio self era pari a 2,369 euro al litro per il gasolio e a 2,152 euro per la benzina.

Il diesel resta quindi sensibilmente più caro della benzina. È un elemento particolarmente rilevante per il tessuto artigiano, considerata la diffusione dei veicoli diesel nelle attività che richiedono trasporto di attrezzature, materiali e prodotti.

Perché il prezzo del diesel sta aumentando?

Il rincaro deriva dalla combinazione di più fattori:

  • aumento delle quotazioni internazionali dei prodotti energetici;
  • minore disponibilità di prodotti raffinati sui mercati internazionali;
  • tensioni geopolitiche che incidono sugli approvvigionamenti;
  • progressiva riduzione dello sconto sull’accisa del gasolio;
  • successivo trasferimento dei maggiori costi lungo la filiera.

Il Decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162, riconosce espressamente il perdurare dell’incremento eccezionale dei prezzi energetici e interviene temporaneamente sull’accisa del gasolio.

Come è cambiato lo sconto sull’accisa del gasolio?

L’agevolazione fiscale non è stata eliminata in un’unica soluzione, ma ridotta gradualmente.

  • Fino al 17 settembre: L'accisa sul gasolio è di 532,90 euro per 1.000 litri, corrispondente a un vantaggio indicativo alla pompa di circa 17,1 centesimi/litro, IVA compresa.

  • Dal 18 al 25 settembre: L'accisa sul gasolio è di 572,90 euro per 1.000 litri, corrispondente a un vantaggio indicativo alla pompa di circa 12,2 centesimi/litro.

  • Dal 26 settembre al 5 ottobre: L'accisa sul gasolio è di 622,90 euro per 1.000 litri, corrispondente a un vantaggio indicativo alla pompa di circa 6,1 centesimi/litro.

La riduzione dello sconto dal 26 settembre ha quindi determinato, a parità delle altre componenti, un aumento potenziale di circa 6,1 centesimi al litro rispetto alla settimana precedente.

Cosa può succedere dal 6 ottobre?

In assenza di una proroga o di un nuovo intervento, dal 6 ottobre l’accisa sul gasolio tornerebbe al livello ordinario. Il venir meno del vantaggio residuo potrebbe tradursi in un ulteriore aumento teorico di circa 6,1 centesimi al litro, IVA compresa, se interamente trasferito sul prezzo finale.

Per un’impresa che utilizza 1.000 litri di gasolio al mese, la differenza corrisponderebbe a circa 61 euro lordi mensili. L’effetto reale dipenderà comunque dalle quotazioni internazionali, dalle politiche commerciali degli operatori e dalla concorrenza locale.

Come funzionano i tetti ai prezzi di Eni e IP?

Dal 28 settembre Eni ha introdotto sulla rete Enilive un prezzo massimo pari a:

  • 1,99 euro al litro per la benzina;
  • 2,19 euro al litro per il gasolio.

La misura è prevista inizialmente per 30 giorni e potrà essere estesa fino alla fine dell’anno in relazione all’andamento del mercato e degli approvvigionamenti.

Anche Italiana Petroli, controllata da SOCAR, ha avviato progressivamente un tetto allineato: 1,99 euro per la benzina e 2,19 euro per il diesel.

Non si tratta di un prezzo massimo imposto per legge a tutti i distributori italiani. È un’iniziativa commerciale limitata alle reti interessate e soggetta alle modalità applicative dei singoli impianti.

Rispetto alla media del Veneto del 28 settembre, il tetto produce una differenza indicativa di:

  • 15,4 centesimi al litro sulla benzina;
  • 16,6 centesimi al litro sul gasolio.

Su un rifornimento di 50 litri, la differenza teorica è quindi di circa 7,70 euro per la benzina e 8,30 euro per il diesel. Prima di programmare una deviazione è comunque utile considerare distanza, consumo necessario per raggiungere l’impianto, eventuali code e disponibilità effettiva.

Quali aiuti sono previsti per l’autotrasporto?

Il Decreto-legge n. 162/2026 ha esteso da settembre a ottobre il periodo considerato per il credito d’imposta destinato alle imprese di trasporto ammesse e ha incrementato le risorse di altri 21,2 milioni di euro.

Il sostegno è commisurato alla maggiore spesa sostenuta per il gasolio rispetto al prezzo di febbraio 2026. Per la fase già attivata, relativa agli acquisti da marzo ad agosto, il contributo poteva arrivare fino al 70% della maggiore spesa.

Il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 settembre ha inoltre aggiornato la platea, comprendendo specifiche attività di trasporto di persone e il noleggio di autobus con conducente effettuato con veicoli Euro V ed Euro VI. Restano determinanti la categoria dell’attività, la tipologia dei mezzi e gli ulteriori requisiti normativi.

La finestra per le domande relative al periodo marzo-agosto si è chiusa il 15 settembre. Per i mesi successivi sarà necessario attendere e seguire gli avvisi operativi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Cosa possono fare le imprese di Verona?

In questa fase è utile adottare alcuni accorgimenti operativi:

  • consultare quotidianamente i prezzi comunicati al MIMIT;
  • confrontare il costo effettivo degli impianti lungo i percorsi abituali;
  • registrare consumi, percorrenze e costi per veicolo;
  • aggiornare i preventivi che comprendono consegne o trasferte;
  • conservare fatture e documentazione dei rifornimenti;
  • verificare l’eventuale accesso alle misure per l’autotrasporto;
  • valutare nei budget anche il possibile aumento successivo al 5 ottobre.

Il costo del carburante incide direttamente sulla mobilità delle imprese e, indirettamente, sui margini di lavorazioni, manutenzioni e consegne. Una gestione puntuale permette di tutelare meglio la continuità e la qualità dei servizi offerti dal tessuto artigiano veronese.

 

Casartigiani Verona segue gli aggiornamenti che interessano imprese associate e imprenditori supportati. Per approfondire gli effetti delle misure e verificare le novità operative è possibile contattare la struttura provinciale.

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