23/09/2026
Bando Metalmeccanica 2026: contributi fino a 20.000 euro per la sicurezza dei macchinari
Bando Metalmeccanica 2026: contributi fino a 20.000 euro per la sicurezza dei macchinari

Le imprese metalmeccaniche di Verona e del Veneto possono accedere a un nuovo contributo a fondo perduto per sostituire macchine datate o migliorare la sicurezza delle attrezzature esistenti. Il Bando Metalmeccanica 2026 dispone di una dotazione regionale di 4 milioni di euro, finanziata attraverso i proventi delle sanzioni applicate dai servizi SPISAL.

Per il territorio dell’ULSS 9 Scaligera sono disponibili complessivamente 779.117,08 euro. Le domande possono essere presentate dal 22 settembre al 22 ottobre 2026, esclusivamente attraverso la piattaforma telematica indicata da Azienda Zero.

Che cos’è il Bando Metalmeccanica 2026?

Il bando sostiene progetti destinati alla sostituzione o al miglioramento delle condizioni di sicurezza di una o più macchine utilizzate dalle imprese metalmeccaniche.

L’obiettivo è favorire interventi concreti di prevenzione, con particolare attenzione alle macchine più datate, prive di marcatura CE o non più adeguate rispetto agli attuali standard tecnici.

Le risorse sono ripartite tra le nove aziende ULSS del Veneto in proporzione alle Posizioni Assicurative Territoriali presenti in ciascuna area. Per ogni territorio sono previste due fasce:

  • imprese fino a 25 addetti: 70% delle risorse;
  • imprese con più di 25 addetti: 30% delle risorse.

Secondo il testo integrale del bando, nell’area dell’ULSS 9 Scaligera sono riservati 545.381,96 euro alla prima fascia e 233.735,12 euro alla seconda.

Quali imprese metalmeccaniche di Verona possono partecipare?

Possono presentare domanda le imprese che dispongono di una sede legale, operativa o di almeno un’unità locale nel Veneto e svolgono, come attività prevalente o secondaria, una delle attività metalmeccaniche individuate dall’allegato ATECO 2025.

L’elenco comprende specifiche attività appartenenti, tra le altre, alle divisioni:

  • 24, fabbricazione di metalli di base;
  • 25, fabbricazione di prodotti in metallo;
  • 28, fabbricazione di macchinari e apparecchiature;
  • 29, fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi;
  • 30, fabbricazione di altri mezzi di trasporto.

La presenza della divisione nell’elenco non sostituisce il controllo dello specifico codice ATECO riportato nella visura camerale.

L’impresa deve inoltre essere in regola sotto il profilo fiscale, previdenziale e contributivo, non trovarsi in liquidazione o in altre procedure incompatibili e rispettare gli obblighi previsti in materia di collocamento mirato e, quando applicabile, di rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile.

I requisiti devono essere posseduti sia al momento della domanda sia durante la rendicontazione.

Quali interventi sono finanziati?

Sono ammissibili due principali categorie di progetto:

  • sostituzione, con relativa rottamazione, di macchine non marcate CE mediante l’acquisto di nuove macchine analoghe per funzioni e caratteristiche;
  • miglioramento o sostituzione di macchine prodotte secondo la direttiva 89/392/CEE e immesse sul mercato prima del 29 dicembre 2009 a livello europeo o del 6 marzo 2010 a livello nazionale.

Tra gli interventi di miglioramento considerati dal bando rientrano, per esempio, l’adeguamento dei ripari, l’installazione di dispositivi di interblocco più efficaci, il miglioramento dei sistemi di comando, la prevenzione della proiezione di oggetti e l’isolamento delle fonti di energia durante la manutenzione.

Non sono invece ammessi:

  • mezzi semoventi con operatore a bordo;
  • veicoli a motore;
  • impianti generali non installati a bordo macchina;
  • acquisti di macchine nuove senza una sostituzione collegata;
  • macchine già conformi alla direttiva 2006/42/CE;
  • acquisti di soli accessori;
  • interventi su macchine delle quali non sia documentabile il possesso o la proprietà.

Quanto copre il contributo?

Il contributo può coprire fino all’80% delle spese rendicontate, con un limite massimo di 20.000 euro per impresa, IVA compresa. Per ottenere l’importo massimo è quindi necessario rendicontare almeno 25.000 euro di spese ammissibili.

Le spese possono riguardare:

  • acquisto di beni;
  • consulenza tecnica;
  • progettazione;
  • assistenza e installazione eseguite da soggetti esterni.

Le spese di consulenza, assistenza e installazione possono rappresentare al massimo il 20% del contributo.

L’agevolazione è concessa nel regime “de minimis” e non può essere cumulata con altri finanziamenti pubblici sulle medesime spese.

Sono ammessi anche interventi già realizzati?

Il bando ammette sia interventi ancora da eseguire sia progetti già conclusi.

Le opere future devono essere completate entro 12 mesi dalla pubblicazione delle graduatorie. Gli interventi già effettuati sono ammissibili se realizzati nei 36 mesi precedenti la scadenza del bando: in termini operativi, le fatture non devono essere anteriori al 23 ottobre 2023.

La documentazione di spesa dovrà essere trasmessa entro 15 mesi dalla pubblicazione delle graduatorie. Il contributo sarà liquidato in un’unica soluzione dopo la rendicontazione e i controlli previsti.

Come vengono formate le graduatorie?

Le domande non sono finanziate in base al solo ordine di presentazione. I progetti possono ottenere complessivamente fino a 200 punti.

La valutazione considera:

  • numero degli addetti;
  • condivisione del progetto con RLS, RLST, enti bilaterali o organismi paritetici;
  • anzianità e caratteristiche delle macchine;
  • tipologia e qualità tecnica dell’intervento;
  • conformità alle norme tecniche applicabili;
  • partecipazione al Piano Mirato di Prevenzione Metalmeccanica 2023.

Le macchine non marcate CE e gli interventi di sostituzione con rottamazione ricevono i punteggi più elevati. L’ordine cronologico di presentazione interviene soltanto come criterio residuale in caso di ulteriore parità.

Quali documenti servono per presentare la domanda?

La domanda deve essere predisposta con particolare attenzione. Tra i documenti richiesti figurano:

  • documento di identità del titolare, legale rappresentante o procuratore;
  • visura camerale aggiornata agli ultimi sei mesi;
  • documentazione attestante proprietà e possesso della macchina;
  • organigramma aziendale delle figure della sicurezza;
  • relazione tecnica di progetto firmata dal legale rappresentante;
  • eventuale denuncia INAIL;
  • eventuale verbale di condivisione del progetto;
  • eventuale dichiarazione di conformità firmata da un tecnico abilitato;
  • attestazione dell’imposta di bollo da 16 euro.

La relazione tecnica non può essere integrata attraverso il soccorso istruttorio. Per le altre carenze sanabili, Azienda Zero può assegnare un termine di soli tre giorni lavorativi.

Ogni impresa può presentare una sola domanda, riferita alla linea territoriale dell’ULSS nella quale si trova la macchina. In presenza di macchine ubicate in territori ULSS differenti, deve essere scelta una sola linea d’intervento.

Come presentare la domanda entro il 22 ottobre 2026

L’istanza deve essere caricata esclusivamente sulla piattaforma telematica del Bando Metalmeccanica 2026.

Per approfondire l’applicabilità del bando è possibile contattare Casartigiani Verona.

Sede Provinciale: Via E. Torricelli 71/A - Zona Z.A.I., Verona
Telefono: 045 86 222 86
Email: categorie@artigianiverona.it / segreteria@artigianiverona.it