Aggiornamento al 16 settembre 2026
Il blocco strutturale dei veicoli diesel Euro 5 non scatterà in Veneto il 1° ottobre 2026. La legge regionale n. 22 del 15 settembre 2026 apre infatti la strada al rinvio delle limitazioni al 1° ottobre 2027, attraverso l’adozione di misure compensative per la qualità dell’aria.
La novità interessa direttamente artigiani, microimprese e PMI del territorio veronese che utilizzano automobili e veicoli commerciali per raggiungere cantieri, effettuare consegne, trasportare attrezzature o prestare assistenza presso i clienti. Il rinvio evita l’immediato fermo strutturale degli Euro 5, ma non cancella tutte le limitazioni alla circolazione previste durante la stagione invernale.
Che cosa ha deciso la Regione del Veneto sugli Euro 5 diesel?
La legge regionale n. 22/2026, pubblicata nel Bollettino ufficiale del Veneto il 15 settembre ed entrata in vigore il giorno successivo, disciplina temporaneamente l’applicazione del blocco strutturale.
La limitazione avrebbe dovuto riguardare:
- autovetture diesel Euro 5;
- veicoli commerciali diesel Euro 5 delle categorie N1, N2 e N3;
- circolazione dal lunedì al venerdì;
- fascia oraria dalle 8.30 alle 18.30;
- periodo compreso tra il 1° ottobre e il 30 aprile.
Il quadro nazionale concentra l’applicazione prioritaria nei Comuni con più di 100.000 abitanti, dotati di un adeguato servizio di trasporto pubblico locale e situati in zone nelle quali risultano superati i limiti di PM10 o biossido di azoto. In Veneto le città direttamente richiamate nel percorso legislativo sono Verona, Padova, Vicenza e Venezia.
La nuova legge regionale consente di spostare l’avvio delle limitazioni strutturali al 1° ottobre 2027. La disposizione ha carattere temporaneo e cesserà di avere efficacia il 30 settembre 2027.
Il rinvio al 2027 è già operativo?
Secondo il comunicato della Regione del Veneto del 15 settembre 2026, dal 1° ottobre i veicoli diesel Euro 5 potranno continuare a circolare anche nelle grandi città.
Il testo legislativo collega tuttavia il rinvio all’adozione, da parte della Giunta regionale, di misure compensative capaci di assicurare una riduzione delle emissioni coerente con i vincoli europei. Il provvedimento dovrà basarsi sulla proposta del Comitato tecnico del Piano regionale di tutela e risanamento dell’atmosfera e sulle valutazioni di ARPAV.
La legge non contiene ancora l’elenco definitivo degli interventi compensativi. La Regione ha indicato, tra le ipotesi, il ricorso al lavoro agile nel settore pubblico durante le fasi di allerta e altre azioni destinate a ridurre le emissioni.
Per le imprese di Verona sarà quindi importante seguire:
- i successivi provvedimenti della Giunta regionale;
- l’ordinanza del Comune di Verona per la stagione 2026-2027;
- gli aggiornamenti del Piano regionale per la qualità dell’aria;
- il bollettino dei livelli di allerta PM10 pubblicato da ARPAV.
Gli Euro 5 potranno sempre circolare a Verona?
Il rinvio riguarda il blocco strutturale previsto nelle condizioni ordinarie, definite come livello verde. Non determina la cancellazione generale delle misure contro l’inquinamento atmosferico.
Durante il periodo dal 1° ottobre al 30 aprile restano infatti possibili limitazioni aggiuntive quando il bollettino ARPAV segnala livelli di allerta arancione o rossa. Il portale regionale sulle misure di limitazione prevede già l’estensione delle misure emergenziali ai veicoli commerciali diesel Euro 5 in determinate condizioni di allerta.
Restano inoltre da considerare:
- i blocchi strutturali applicabili ai veicoli appartenenti alle classi ambientali inferiori;
- le domeniche ecologiche stabilite dai Comuni;
- i confini territoriali individuati dalle ordinanze locali;
- le deroghe previste per specifiche categorie, attività o necessità;
- il divieto di circolazione durante le allerte per i veicoli che utilizzano Move-In, quando previsto dalla disciplina applicabile.
Il rinvio non deve quindi essere interpretato come una libera circolazione senza condizioni per l’intera stagione invernale.
Che cosa cambia per furgoni e veicoli aziendali?
Il provvedimento interessa anche i mezzi commerciali N1, N2 e N3. Per installatori, manutentori, imprese edili, autoriparatori, trasportatori e attività di assistenza tecnica, il rinvio rappresenta un margine operativo importante: un veicolo Euro 5 potrà continuare a essere impiegato nelle condizioni ordinarie senza essere fermato automaticamente dal 1° ottobre 2026.
Le imprese devono però verificare la categoria riportata sulla carta di circolazione. Autovetture M1 e veicoli commerciali N1, N2 e N3 possono essere interessati da regole differenti durante le fasi emergenziali.
Non risulta quindi necessario sostituire immediatamente un mezzo Euro 5 soltanto per la precedente scadenza del 1° ottobre. Resta utile programmare con attenzione il rinnovo della flotta, valutando percorrenze, area di utilizzo, costi, affidabilità e disponibilità di incentivi.
Che cosa devono fare adesso le imprese di Verona?
In vista dell’avvio della stagione invernale, è opportuno:
- controllare classe ambientale, alimentazione e categoria dei mezzi;
- verificare l’ordinanza 2026-2027 del Comune nel quale si deve circolare;
- consultare il bollettino ARPAV prima degli spostamenti nelle giornate critiche;
- distinguere il blocco strutturale dalle limitazioni emergenziali;
- valutare per tempo eventuali incentivi destinati al rinnovo o all’adeguamento dei veicoli.
Casartigiani Verona supporta le imprese associate nella lettura delle nuove disposizioni e nella valutazione delle conseguenze operative per automobili, furgoni e veicoli aziendali.
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