Il futuro dell’artigianato non si gioca soltanto sul numero delle imprese attive. Dipende soprattutto dalla capacità di trasmettere competenze, integrare nuove tecnologie e riconoscere il valore economico e sociale dei mestieri.
Nel territorio veronese, falegnami, elettricisti, meccanici, installatori, manutentori, sarti, autoriparatori e molte altre figure continuano a svolgere attività difficilmente separabili dalla presenza, dall’esperienza e dalla capacità di intervenire su situazioni concrete. Proprio questa combinazione tra manualità, conoscenza tecnica e relazione con il territorio può aprire nuove prospettive per giovani e imprese.
Qual è la situazione dell’artigianato a Verona e nel Veneto?
I dati pubblici descrivono un sistema produttivo in trasformazione, con differenze significative tra settori e territori.
Secondo il Rapporto statistico 2025 della Regione del Veneto, alla fine del 2024 erano presenti in regione 119.400 imprese artigiane, pari al 28,5% delle imprese venete. Il dato risultava in diminuzione dell’1,1% rispetto all’anno precedente, con una crescita concentrata soprattutto nei servizi tecnologici e nelle attività a elevato contenuto di conoscenza.
Il quadro più recente della Camera di Commercio di Verona mostra però anche segnali di tenuta: al 31 dicembre 2025 la provincia contava 22.616 imprese artigiane, con un saldo annuale positivo di 77 unità tra iscrizioni e cancellazioni non d’ufficio.
Non emerge quindi una semplice scomparsa della bottega, ma un processo di selezione e rinnovamento. Le attività capaci di combinare qualità, specializzazione, organizzazione e strumenti digitali possono trovare nuovi spazi di mercato.
Perché le competenze manuali restano decisive nell’era dell’intelligenza artificiale?
L’intelligenza artificiale generativa può automatizzare o accelerare numerose attività cognitive e amministrative. Lo studio pubblicato nel 2025 dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro stima che un lavoratore su quattro nel mondo operi in professioni esposte, almeno in parte, a queste tecnologie. Le mansioni d’ufficio risultano tra le più coinvolte.
Lo stesso studio sottolinea tuttavia che l’effetto più probabile sarà la trasformazione dei compiti, non la sostituzione completa delle professioni.
Nei mestieri artigiani il lavoro comprende diagnosi, adattamento, movimento nello spazio, uso degli strumenti, conoscenza dei materiali e gestione di situazioni non standardizzate. Riparare un impianto, restaurare un mobile, intervenire su un veicolo o realizzare un manufatto su misura richiede una presenza qualificata.
La tecnologia può supportare queste attività, ma non elimina il valore della competenza pratica. Il profilo più interessante diventa quindi quello capace di utilizzare sia gli attrezzi del mestiere sia gli strumenti digitali.
La difficoltà di trovare tecnici qualificati può diventare un’opportunità?
La carenza di profili preparati rappresenta già un problema concreto per molte imprese. Secondo il Sistema informativo Excelsior, nel 2024 risultava difficile reperire il 47,8% delle figure professionali ricercate dal complesso delle imprese italiane.
Quando venivano richieste competenze legate al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale, la difficoltà saliva al 49,4%. Tra i profili interessati figuravano tecnici delle costruzioni, tecnici di cantiere e tecnici meccanici.
Per un giovane, imparare un mestiere tecnico non rappresenta quindi una scelta di secondo livello. Può diventare un percorso verso un’occupazione qualificata e, con esperienza, formazione gestionale e adeguata preparazione, anche verso l’avvio o il subentro in un’impresa.
La scarsità di competenze non garantisce automaticamente redditi elevati. Rafforza però il valore di chi possiede professionalità riconoscibili, aggiornate e sostenute da affidabilità, sicurezza e capacità di relazione con il cliente.
Perché il lavoro artigiano è legato al territorio?
Molte lavorazioni artigiane non possono essere trasferite lontano dal luogo in cui nasce il bisogno. Manutenzioni, installazioni, riparazioni, lavorazioni edili, servizi alla persona e produzioni su misura richiedono prossimità.
Questo radicamento genera valore per Verona e per il Veneto:
- mantiene competenze e servizi nei quartieri e nei comuni;
- sostiene filiere locali di fornitori e professionisti;
- favorisce rapporti diretti e continuativi con i clienti;
- tutela la storicità di lavorazioni e conoscenze;
- crea opportunità imprenditoriali collegate ai bisogni reali del territorio.
Il digitale può ampliare il mercato di una produzione specializzata, ma la qualità del prodotto e del servizio continua a nascere nel laboratorio, nell’officina o nel cantiere.
Quale ruolo hanno gli artigiani nella transizione ecologica?
La sostenibilità richiede persone capaci di trasformare gli obiettivi ambientali in interventi concreti. Installazione di impianti efficienti, manutenzione, recupero dei materiali, riuso e riparazione dipendono in larga misura da competenze tecniche e operative.
La Direttiva europea 2024/1799 punta a favorire la riparazione e a prolungare la vita dei beni. In Italia, la legge di delegazione europea 2025 ha affidato al Governo il recepimento della disciplina; gli aspetti operativi devono essere verificati sulla base dei relativi provvedimenti attuativi.
Il percorso europeo conferma comunque una tendenza precisa: la riparabilità assume maggiore importanza nelle politiche sull’economia circolare. Per riparatori e manutentori può significare una crescente attenzione alla disponibilità dei ricambi, alla trasparenza delle condizioni e alla qualificazione dei servizi.
Che cosa caratterizza l’artigiano contemporaneo?
L’artigiano contemporaneo non abbandona la tradizione, ma la rende più competitiva attraverso nuovi strumenti. In base al settore può utilizzare:
- software CAD per progettare componenti e prodotti;
- macchine CNC e strumenti di misurazione digitale;
- sistemi gestionali per preventivi, commesse e magazzino;
- e-commerce e canali digitali per raggiungere nuovi clienti;
- tecnologie per ridurre consumi, sprechi ed errori;
- strumenti di intelligenza artificiale per attività organizzative e informative.
La tecnologia esprime il proprio valore quando consente di dedicare più tempo alla lavorazione, al controllo della qualità e alla relazione con il cliente.
Perché il fatto a mano conserva valore?
In un mercato ricco di prodotti standardizzati, la possibilità di conoscere materiali, provenienza, lavorazione e persone coinvolte costituisce un elemento distintivo.
Un bene artigianale non è prezioso perché necessariamente imperfetto, ma perché nasce da competenza, responsabilità e capacità di adattamento. La personalizzazione, la riparabilità e la durata possono rafforzarne il valore economico e culturale.
Anche il lavoro può offrire una gratificazione particolare: il risultato è spesso visibile, concreto e collegato a un’utilità immediata. Questa dimensione non elimina fatica e responsabilità, ma restituisce centralità alla padronanza del mestiere.
Come sostenere il futuro dell’artigianato veronese?
Il futuro richiede orientamento scolastico, formazione tecnica, apprendistato, sicurezza sul lavoro, investimenti e percorsi ordinati di ricambio generazionale. Richiede inoltre una narrazione capace di presentare i mestieri per ciò che sono: attività qualificate che uniscono intelligenza pratica, tecnologia e iniziativa imprenditoriale.
Casartigiani Verona supporta le imprese associate e gli imprenditori supportati nell’individuazione degli strumenti utili alla crescita, all’innovazione e alla continuità delle attività. Preservare il saper fare significa tutelare una parte essenziale dell’identità e della capacità produttiva del territorio veronese.
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