Per artigiani, microimprese e PMI del territorio veronese, la questione Euro 5 riguarda direttamente la continuità degli spostamenti, la consegna delle merci e l’utilizzo quotidiano di auto e furgoni aziendali. L’aggiornamento del 6 agosto 2026 apre la strada a un ulteriore rinvio del blocco in Veneto, ma il passaggio non è ancora definitivo: fino al completamento dell’iter regionale resta necessario considerare operativa la scadenza del 1° ottobre 2026.
Qual è oggi la regola nazionale sui diesel Euro 5?
La legge 18 luglio 2025, n. 105, che ha convertito il decreto-legge Infrastrutture n. 73/2025, ha modificato il quadro previsto per Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. La limitazione strutturale alla circolazione delle autovetture e dei veicoli commerciali diesel Euro 5 delle categorie M1, N1, N2 e N3 è stata rinviata dal 1° ottobre 2025 al 1° ottobre 2026.
La norma ha inoltre concentrato l’applicazione in via prioritaria nelle aree urbane dei Comuni con più di 100.000 abitanti, in presenza di un adeguato servizio di trasporto pubblico locale e di superamenti dei limiti di PM10 o biossido di azoto. Per il territorio veronese il tema interessa quindi in modo diretto il Comune di Verona e gli spostamenti di chi entra nel capoluogo per lavoro, servizi o consegne.
Il punto decisivo è un altro: dopo il 1° ottobre 2026 le Regioni possono evitare di inserire il blocco strutturale nei rispettivi piani per la qualità dell’aria, a condizione di adottare misure compensative capaci di garantire riduzioni delle emissioni coerenti con i vincoli europei.
Che cosa aveva deciso il Veneto nel 2025?
Con la deliberazione della Giunta regionale n. 1005 del 2 settembre 2025, pubblicata nel Bollettino ufficiale regionale, il Veneto aveva recepito il rinvio nazionale. Il portale regionale “Per un’Aria Pulita” indica ancora il 1° ottobre 2026 come data di entrata in vigore delle limitazioni strutturali di livello verde per le autovetture M1 e i veicoli commerciali N1, N2 e N3 diesel Euro 5 nei Comuni e negli agglomerati con popolazione superiore a 100.000 abitanti.
La Regione aveva contestualmente affidato a un comitato tecnico il compito di individuare misure compensative alternative, da inserire nel Piano regionale di tutela e risanamento dell’atmosfera in tempo utile.
Che cosa cambia con l’aggiornamento del 6 agosto 2026?
Secondo il materiale fornito, la Giunta regionale ha approvato un provvedimento che punta a consentire la circolazione dei diesel Euro 5 oltre il 1° ottobre 2026 attraverso un pacchetto di interventi alternativi.
Il testo deve ora essere esaminato dal Consiglio regionale del Veneto: solo la conclusione dell’iter e i successivi atti attuativi potranno definire con certezza il nuovo calendario e le modalità operative.
Le misure richiamate nell’aggiornamento comprendono:
- maggiore ricorso al lavoro agile per i dipendenti pubblici nelle giornate di allerta arancione o rossa, compatibilmente con le attività che richiedono la presenza;
- interventi sugli impianti termici a biomassa e sulle stufe, soprattutto nelle situazioni di maggiore criticità;
- intensificazione del lavaggio delle strade per contenere il risollevamento delle polveri;
- anticipazione di un bando per la trasformazione dei veicoli diesel Euro 5 con sistemi dual fuel;
- prosecuzione degli incentivi per il rinnovo dei veicoli più inquinanti.
L’obiettivo dichiarato è ottenere un beneficio ambientale equivalente senza imporre automaticamente il fermo generalizzato dei mezzi Euro 5. Per le imprese, tuttavia, la cautela resta necessaria: l’indirizzo politico è stato definito, ma il rinvio non può ancora essere considerato pienamente efficace.
Quali conseguenze pratiche ci sono per le imprese di Verona?
In questa fase, le imprese associate e le realtà assistite possono adottare quattro accorgimenti:
- verificare la classe ambientale e la categoria di ogni veicolo sulla carta di circolazione;
- distinguere i mezzi M1 destinati al trasporto di persone dai veicoli commerciali N1, N2 e N3;
- monitorare gli atti del Consiglio regionale e le successive disposizioni del Comune di Verona;
- valutare il rinnovo della flotta sulla base delle esigenze reali dell’attività, senza assumere come definitivo il rinvio prima della pubblicazione degli atti.
La mobilità è uno strumento di lavoro essenziale per manutentori, installatori, autoriparatori, imprese edili, trasportatori e numerose altre attività artigiane. Una programmazione chiara permette di tutelare continuità operativa, investimenti già effettuati e competenze che ogni giorno generano valore nel territorio veronese.
Quali incentivi sono disponibili per i veicoli aziendali in Veneto?
Resta aperto il Bando Veicoli Aziendali 2026 della Regione del Veneto, con una dotazione di 5 milioni di euro. La misura è rivolta alle micro, piccole e medie imprese con sede legale e operativa attiva in Veneto e sostiene la rottamazione di veicoli aziendali inquinanti con contestuale acquisto, noleggio o leasing di mezzi M1 e N1 a basso impatto ambientale.
Le domande devono essere presentate tramite la piattaforma ReStart entro le ore 12:00 del 3 settembre 2026. Il bando prevede due linee, una per l’acquisto e una per il noleggio o leasing, e contributi che possono arrivare fino a 20.000 euro per veicolo, secondo le caratteristiche dell’intervento e i requisiti previsti. Ogni impresa può presentare fino a tre domande per ciascuna linea.
Che cosa fare adesso
Il passaggio regionale rappresenta un aggiornamento rilevante, ma la data del 1° ottobre 2026 resta il riferimento prudenziale finché il Consiglio regionale non avrà completato l’iter e non saranno pubblicati gli atti applicativi.
Casartigiani Verona supporta le imprese associate nella lettura delle disposizioni e nella valutazione delle misure disponibili per i veicoli aziendali.
Sede Provinciale: Via E. Torricelli 71/A - Zona Z.A.I., Verona
Telefono: 045 86 222 86
Email: categorie@artigianiverona.it / segreteria@artigianiverona.it